Il bellissimo gioco di scrivere

by Gen 3, 2023Scrittura creativa

Intervista alla nostra collaboratrice, la scrittrice Arianna Ciancaleoni

“La scrittura è la pittura della voce”

Il filosofo Voltaire, tra tutti i suoi studi, è riuscito a formulare diversi pensieri, da buon filosofo qual era, e probabilmente questo sulla scrittura è tra i più interessanti. Inconsapevolmente chi si approccia alla scrittura sa di addentrarsi in un meraviglioso mondo, fatto di parole che devono trasformarsi in suoni, azioni, emozioni e sensazioni. Arianna Ciancaleoni, folignate classe 1982, questo mondo l’ha abbracciato da diversi anni e dopo i primi periodi di sperimentazioni con il self-publishing, è riuscita a coronare il proprio sogno di essere pubblicata regolarmente da case editrici nazionali. L’ultima fatica della scrittrice rosa è “Sui Tuoi Fianchi”, uscito nelle librerie il 15 settembre edito da Land Editore, casa editrice di Torino. Ciancaleoni, che ha presentato “Sui tuoi fianchi” in anteprima al Salone del libro di Torino, è un’autrice molto amata all’interno del panorama del romanzo di formazione e questo ultimo suo libro si concentrerà sull’importanza di cogliere le seconde opportunità nonostante gli innumerevoli sgambetti del destino. Protagonista del romanzo Irene, diligente neo laureata che ha sempre fatto “la cosa giusta”, ma che in poche ore vede andare in fumo i suoi sogni lavorativi a causa di una serie di eventi sfortunati. Nel districarsi in una quotidianità improvvisamente precaria e instabile, Irene incontrerà Anton, interprete dall’animo sfuggente che condivide con la ragazza la sensazione di non essere mai al posto giusto nel momento giusto. Un libro che emozionerà i lettori e le lettrici per la leggerezza del linguaggio e l’ironia dei personaggi e delle situazioni e che siamo certi potrà rappresentare un altro piccolo tassello del meraviglioso puzzle costruito negli anni dall’autrice folignate. In occasione dell’uscita del suo nuovo libro abbiamo raggiunto Arianna Ciancaleoni per una breve intervista, sul sui libro, le sue sensazioni e i progetti per il futuro.

  • L’idea per la trama di “Sui tuoi fianchi” da dove viene?

Questo libro è nato in modo diverso da tutti gli altri. Ero in vacanza in Sardegna e mi ha contattato una casa editrice per chiedermi se volessi pubblicare qualcosa con loro. Per me, che avevo fino ad allora sfruttato il self publishing per tutti i miei romanzi, era una svolta incredibile, soprattutto perché si trattava di un’esperienza nuova e a cui, prima o poi, avrei sicuramente puntato. Non avevo nessuna storia pronta: ne avevo appena iniziata una, ma c’erano ancora solo poche pagine. Per cui ho proposto quella trama, che poi è diventata “Come rovinare tutto”. Però, il luogo meraviglioso in cui mi trovavo mi ha portato a pensarne anche un’altra, spinta dall’entusiasmo. Così è nata la primissima idea di “Sui tuoi fianchi”, a settembre del 2019.

  • Quanto tempo gli hai dedicato?

Se l’idea è nata tre anni fa, nel frattempo sono successe talmente tante cose da impedirmi di iniziare a scrivere seriamente fino a circa un anno e mezzo fa. Quindi, ho impiegato più di un anno a buttar giù la prima stesura, intitolata “Come un film”. Poi, come al solito l’hanno letto in anteprima alcune persone che ormai mi conoscono e mi danno un primo giudizio, il titolo è cambiato almeno due volte, infine è iniziato il vero lavoro di editing con la casa editrice. Poi, via tutto il resto: copertina, promozione, Salone del libro a Torino, fino all’uscita vera e propria a settembre 2022. 

  • Scrivere per te cosa significa?

Scrivere per me è un gioco, un momento bello che mi ritaglio durante la giornata e che vorrei si ripetesse negli altri, quando leggono le mie storie. Cerco di creare racconti emozionanti, con un ritmo sostenuto, che possano far sognare le persone, ma anche portarle a riflettere su temi di volta in volta diversi e, perché no, anche su sé stesse. 

  • Nell’era dell’informatizzazione comunque ci sono tantissimi libri che vengono scritti ogni giorno, la tecnologia fermerà mai la scrittura?

Secondo me sarà proprio il contrario, e lo stiamo vivendo sempre di più. Centinaia di romanzi escono ogni giorno, c’è sempre più scelta e varietà, ognuno di noi può trovare online il romanzo che vorrebbe leggere e averlo a portata di mano in pochi secondi. Se da una parte questo potrebbe fermare gli scrittori, perché temono la concorrenza di un numero sempre maggiore di “avversari”, dall’altra parte dà a tutti la libertà di scrivere e pubblicare come vogliono, senza filtri. Con tutte le conseguenze, positive e negative, del caso. 

  • È difficile scrivere di emozioni e d’amore in questo periodo così buio della nostra storia?

No, anzi. Se siamo esposti quotidianamente a tutto ciò che di tremendo succede, i libri “leggeri” possono rappresentare un’evasione da concedersi un po’ alla volta durante la giornata, per ricordarci che non esistono solo nemici e odio, ma anche il lieto fine, e non solo nei romanzi. 

  • Le scrittrici o scrittori del passato e del presente dalle quali prendi spunto o ispirazioni.

Chi mi conosce lo sa, uno dei miei miti è Agatha Christie e, in effetti, quando ho iniziato a scrivere sono partita proprio dai gialli. Leggo di tutto, dai thriller ai romanzi psicologici, dai fumetti ai racconti, su carta e in digitale. I miei autori preferiti cambiano nel tempo, anche perché mi dedico spesso alla lettura di autori emergenti o esordienti, proprio perché non posso lamentarmi se gli altri non leggono scrittori sconosciuti come me, se sono io la prima a non farlo. 

  • Quali sono i tuoi progetti letterari futuri?

Come sempre mi porto avanti, e ho già ideato un altro paio di storie. Una è molto nel mio stile, leggera e frizzante, l’altra è una cosa completamente diversa che mi ha portato a misurarmi con una sfida mai affrontata prima. Spero di essere riuscita nell’intento, ma è ancora presto per dirlo, perché entrambe devono ancora essere rifinite e, quindi, non se ne parlerà prima di mesi, se non anni.

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