Intervista a Raffaella Carta, istruttrice di nuoto per neonati
“Un bambino può insegnare sempre tre cose ad un adulto: La prima ad essere contento senza motivo. La seconda ad essere sempre occupato con qualche cosa. La terza a pretendere con ogni sua forza quello che desidera”.
Chi se non Paolo Coelho poteva riassumere in poche parole la gioia e l’amore verso un neonato? Ed è proprio dalla felicità che nasce tutto il lavoro e l’impegno di Raffaella Carta, istruttrice presso la palestra Fisiogym, da più di trent’anni specializzata nella motricità in acqua per neonati. Il nuoto per neonati è una attività che, anche se sembra superfluo dirlo, serve per mantenere quella che viene definita acquaticità, ovvero l’affinità prenatale con l’elemento acquatico. Quindi non si tratta, almeno per i primi mesi, di un corso di nuoto, quanto di un prosieguo naturale della capacità di percepire l’acqua come un ambiente familiare e un buono strumento per semplificare lo sviluppo psico-motorio del neonato. Durante i corsi realizzati e gestiti da Raffaella Carta sono presenti ovviamente i genitori che costruiscono con il bambino un legame molto forte, quasi come un primo imprinting. Alle lezioni, sotto la guida attenta della stessa istruttrice, partecipano anche uno o entrambi i genitori, per facilitare l’esperienza sia al bambino che alla stessa insegnante. L’acqua – motricità neonatale è un’esperienza dall’altissimo valore psicopedagogico, finalizzata ad accompagnare bambini e bambine nei primi mesi e anni della loro vita e a favorire la crescita psicomotoria, nel rispetto delle fasi evolutive: ovviamente è utile vivere questa esperienza con una professionista del settore.
Da quattro mesi io e mia moglie Fabiana accompagniamo il nostro piccolo Leonardo a svolgere questa splendida attività. Ogni sabato mattina, come un rito sacro, ci si prepara con la “borsa da piscina” e senza indugio, anche con alle spalle una nottata insonne, si va a vivere una mezz’ora in acqua. Sembrano anche frasi fatte, ma l’acqua di per se è terapeutica sia per il genitore (il più delle volte proprio per il genitore) sia per lo stesso neonato. Ho scoperto che il contatto visivo è importantissimo per donargli quella fiducia necessaria per stare in acqua senza problemi, ho scoperto che dopo una nottata con poche ore di sonno Leonardo amava stare in acqua solo per stare abbracciato a me mentre si nuota a dorso, ho scoperto che la paura di immergersi è una roba per adulti perché il neonato va sott’acqua senza problemi (che meraviglia il corpo umano) e ho scoperto che l’acqua rimette in sesto anche gli equilibri di coppia, messi alla prova magari da giorni stressanti e stancanti. Insomma l’acqua come sempre è vita e aver potuto saggiare questa splendida attività ci ha fatto unire ancor di più allo sguardo di Leonardo e alle sue esigenze. E dunque mi sembra interessante ascoltare il racconto di Raffaella Carta, colei che da anni insegna a genitori e bambini a “vivere l’acqua” con naturalezza.
Quali sono le tue specializzazioni in materia?
Sono un’istruttrice di nuoto con varie specializzazioni: inizialmente ho lavorato nell’ambito della ginnastica pre-parto per le gestanti, dopodiché ho deciso di studiare e specializzarmi anche in un’altra disciplina, poco presente fino a qualche anno fa, che è l’acqua motricità neonatale per i bambini tra i 3 mesi ai 3 anni.
Come ti sei avvicinata a questa disciplina?
E’ stato un avvicinamento quasi naturale: di base io adoro i bambini e i neonati in particolar modo e siccome era un’attività ancora non presente nel territorio, parliamo di 19 anni fa, ho voluto accendere una “miccia” che ritenevo più che fondamentale in una comunità quella folignate. Sono stata a Roma, ho studiato, fatto tirocinio in una scuola specializzata e poi ho avuto modo di riportare questi frutti all’interno della palestra Fisiogym. Fortunatamente dopo il mio avvio ci sono state altre situazioni che hanno abbracciato questa disciplina che è fondamentale per tutti (bambini e genitori).
Quali sono i benefici che noti nei tuoi piccoli nuotatori?
Essere immersi in un fluido per i neonati è meraviglioso, perché si sciolgono le tensioni, si perde la gravità, e per i più piccoli c’è un grande richiamo, scientificamente provato, a quello che era, durante la gestazione, lo stato di immersione nel liquido amniotico. Per esempio, un gesto di tantissimi neonati quando sono immersi in acqua è quello di incrociare le caviglie, palesemente un richiamo alla loro posizione all’interno della pancia della mamma. Far prendere così presto ai bambini dimestichezza con l’acqua aiuta anche a prevenire possibili paure, ad aumentare il senso di sicurezza e fiducia in se stessi, a migliorare il coordinamento e l’equilibrio, affinando giorno dopo giorno le competenze motorie dei bambini anche fuori dall’acqua. Inoltre un altro grande beneficio è quello di creare un legame quasi carnale con il genitore che si trova in acqua: il contatto pelle a pelle, sia in acqua che fuori, rafforza il legame tra i genitori e i piccoli.
Insegnare nuoto ai più grandi dona delle sensazioni diverse, cosa provi nel vedere i piccoli di pochi mesi stare in acqua?
Vedere ed ammirare dei piccoli cuccioli che nuotano in acqua e si trovano a proprio agio in questo ambiente, mi crea veramente una grande gioia e soddisfazione, è entusiasmante ammirarli nei passaggi sott’acqua, nell’arrivo a bordo o nelle immersioni. Tanti genitori inizialmente sono “preoccupati”, ma i bambini sono assolutamente straordinari, puoi vedere un bimbo di 4 mesi stare ad occhi aperti sott’acqua senza minimamene notare dei disagi nella riemersione. Poi chiaramente stiamo parlando di due attività, il nuoto per adulti e quello per neonati e bambini, totalmente differenti, ed equipararle non è assolutamente facile, anche se la felicità nel rendersi conto che con gradualità anche un neonato di 4 mesi può stare sott’acqua, con le dovute accortezze e tecniche, è probabilmente il mio più grande traguardo.
L’emozione più grande che hai ricevuto in questi anni?
Con un pizzico di commozione non posso non fare riferimento alla disabilità. Bambini autistici, con la sindrome di Down, o con problematiche legate alla mancanza di mobilità e motricità sulla terraferma: sì, penso che la gioia più grande sia proprio quella di vedere bambini con qualsiasi tipo di difficoltà trovare della pace e serenità proprio in acqua: è un qualcosa di unico e straordinario.


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